mercoledì 28 agosto 2013

Hunger Games.


Ebbene sí, ho letto "The Hunger Games" di Suzanne Collins, l'ultimo polpettone tripartito su un futuro apocalittico in cui l'umanitá si trascina nella meschinitá, violenza, ingiustizia, eccetera eccetera. Ad essere sinceri, non l'ho semplicemente letto, ma l'ho addirittura letto due volte. Non so per quale motivo, ma fin dal mio undicesimo compleanno in cui ho ricevuto in dono "Recuperate il Titanic" di Clive Cussler, ho sempre avuto una specie di predilezione per questi romanzi d'azione idioti (senza offesa).
Ecco. La storia di "Hunger Games" é semplice. In un futuro indefinito, dove una volta c'era il Nord America c'e` un Paese suddiviso in dodici distretti dove la gente fa la fame e vive in una pseudo schiavitú di fatto, comandati dalla Capitale, che é il posto dove tutti son ricchi, non si sa cosa facciano se non la bella vita. In principio i distretti erano 13 (ogni riferimento alle 13 Colonie é certo puramente casuale e immensamente originale), ma una rivolta sfociata in guerra civile, sfociata in recrudescenza della Capitale ha lasciato in ereditá un distretto raso al suolo e gli "Hunger Games", in cui ogni anno un ragazzo e una ragazza di ogni distretto vengono sorteggiati per ammazzarsi in diretta TV in una grande arena, per la gioia dei cittadini della Capitale e per ricordare alle persone nei distretti ció che accadde in passato e che non devono riprovare mai piú. Non granché originale come idea, se non per una cosa. A leggere di questo demenziale reality show sembra davvero di leggere di quelli che passano in televisione, tale e quale, con l'indistinto confine tra ció che é reale e ció che é orchestrato dagli autori del programma o dai partecipanti, a beneficio di telecamera per garantirsi il favore del pubblico. Beh, con l'ovvia differenza che nel romanzo i partecipanti muoiono, mentre al momento nel mondo reale i partecipanti muoiono di fama e niente piú. E qui subentra l'altra cosa che mi ha colpito del romanzo, cioé che pare ambientato nel futuro ma in fondo non lo é, sono proprio i giorni nostri. C'é un momento in cui i cittadini della Capitale commentano gli avvenimenti nell'arena degli Hunger Games e tutta la discussione verte in effetti su cosa stavano facendo loro, non sugli avvenimenti stessi. Allora mi viene in mente che noi ci chiediamo cosa stavamo facendo quando c'é stato l'attentato alle Torri Gemelle, cosa facevamo quando hanno invaso l'Iraq e via dicendo. Di seguito mi viene in mente la scena di "Hotel Rwanda", in cui il direttore dell'hotel chiama il suo principale Jean Reno in Belgio chiedendogli aiuto, e Jean Reno gli risponde sconsolato di non poter fare nulla, e che le persone vedranno le notizie al telegiornale, inorridiranno, e poi riprenderanno a mangiare.
Quindi penso a quel che succede in Siria, in Egitto, a Belfast e magari anche nel cortile dietro casa e sí, mi convinco proprio che ci siamo giá agli Hunger Games, noi siamo i cittadini della Capitale, che guardano, commentano, si emozionano, quando é troppo cambiano canale, ma stanno al sicuro e non partecipano.
Per il momento.

2 commenti:

  1. io li ho letti tutti e tre...divorati in realtà, senza vergogna perchè, come te, li ho trovati straordinariamente e tristemente attuali.
    non c'è nulla di inventato in effetti. ma credo che quello che colpisca di più sia l'età dei protagonisti. fior fiore di film, videogiochi e libri parlano di gladiatori o guerrieri piazzati là a combattere e a morire in un'arena solo per il piacere del pubblico. qui ci sono sedicenni che uccidono sedicenni (o meno)... e a me l'idea di questo massacro giovanile ha messo un po' i brividi!!
    ovviamente non ho saputo resistere alla tentazione di vedere il film...non farlo, come spesso accade (quasi sempre?) una delusione totale.
    baci L.

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  2. Secondo me il primo accettabile, il secondo inutile e uguale al primo ma peggio, il terzo inutile ma con finale non scontanto. Tra l'altro, non so se ci hai ripensato anche tu, adesso che si parla dell'attacco con le armi chimiche in Siria. Comunque del tutto inutile scrivere tre libri. Il primo aveva una storia avvincente e un ottimo finale. Peccato non chiudere li`.
    Avendo letto i libri quand'ero in Australia, ovviamente sul volo di ritorno non ho potuto trattenermi e ho visto il film. Come se per la sceneggiatura avessero tenuto solo le cose peggiori del libro. Amen.

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