mercoledì 26 ottobre 2011

Ricordi del Cile.

In questi giorni mi son messo d'impegno e ho finalmente riordinato un po' le foto scattate in Cile con la mia fedele Nikon a pellicola. Rivedendo Viña del Mar, Valparaiso e il deserto di Atacama, mi è venuta una gran nostalgia, anche se la mia permanenza lì è durata poco, tanto è bastato perché mi entrasse nel cuore.
Il bianco e nero poi è perfetto per fomentare la malinconia della memoria. Così come i ricordi con il tempo sfumano un poco, e talvolta sbiadiscono, così fa anche il bianco e nero, che non è la riproduzione fedele della colorata realtà ma è invece una rappresentazione che a me pare sempre più artistica, più idealizzata, più una parola che spiegherebbe perfettamente cosa intendo ma in questo momento non mi viene in mente.
I colori sono per i reportage, sono buoni per il "resoconto ufficiale".
Il bianco e nero invece è per i racconti attorno al caminetto.

1 commento:

  1. Questo mi ricorda un articolo su una rivista americana di fotografia di tanti anni fa, in cui si commentava lo stile fotografico del NAtional Geographic dicendo che le foto dei reportage erano tecnicamente perfette, spesso originali, ma sempre fredde, come senz'anima. E' lì che ho conosciuto le famose foto in bianco e nero dei paesaggi di Ansel Adams

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