Tempo fa, chiacchierando con i miei coinquilini a proposito delle persone che abbiamo incontrato e conosciuto nei Paesi Bassi, ci siamo resi conto di come molte di loro abbiano talvolta avuto comportamenti bizzarri, di quelli che fanno inarcare il sopracciglio e pensare «Ma sei stordito?».
Man mano che parlavamo il numero di episodi divertenti e al contempo desolanti che ci venivano in mente era in continua crescita, e perciò per mettere un po' d'ordine in questa antologia di umana scemenza abbiamo deciso di organizzare un torneo: il "Rinco Trophy 2011".
A sfidarsi per conquistare l'ambito titolo di Rinco Dell'Anno, 32 campioni selezionati tra i nostri conoscenti. Il tabellone era di tipo tennistico, con otto atleti teste di serie per evidenti meriti sportivi, e gli altri 24 sorteggiati per gli incontri del primo turno. Le regole semplici: per ogni sfida, i giudici avevano un limite di tempo per enumerare gli episodi più significativi e poi, al termine della discussione, decretare il vincitore.
Ora, tutto questo potrebbe sembrare estremamente meschino, arrogante e superbo da parte nostra. Pensare di potersi ergere a giudici della stupidità altrui. Probabilmente è così. A nostra difesa, posso dire che tra i 32 atleti sorteggiati c'eravamo, inevitabilmente data la nostra spiccata e comprovata autoironia, anche noi quattro. E qualcuno di noi ha meritatamente fatto strada. Ovviamente, quando uno di noi era in gara non poteva votare, e tutto si è svolto nella massima trasparenza. Se ciò non bastasse a ritirare l'accusa di meschinità, arroganza e superbia (attributi che comunque non mi sento assolutamente di negare), citare anonimamente qualche episodio dovrebbe giustificare l'assoluta necessità di un torneo del genere.
Cosa fareste se conosceste una persona che:
- Quando entra in una porta girevole deve concentrarsi per riuscire a uscirne, perché se solo si distrae chiacchierando manca l'uscita e va a sbattere contro la parete di plexiglass (episodio accaduto già due volte).
- Andando in bagno di un istituto e leggendo un cartello "Tirare la cordella rossa" la tira, facendo scattare l'allarme generale, per non aver notato la seconda riga di quel cartello che diceva "solo in caso di emergenza".
- Scambia per pioggia battente il rumore della lavastoviglie in funzione, e guarda fuori con aria preoccupata. Per tre volte. Nel giro di mezz'ora.
- Millanta d'esser persona di campagna, si lamenta pesantemente di chi compra la frutta fuori stagione, e poi si presenta con una zucca sotto braccio ad agosto e con delle prugne a fine ottobre.
- Ascoltando una battuta non ride, gliela si spiega e non ride, e mentre si sta parlando d'altro un paio di minuti dopo attacca a ridere dicendo «Adesso l'ho capita!» e non riesce più a smettere?
- Mangia il fango attaccato agli stivali di una collega perché non sa cosa vuol dire la parola "crap".
- Quando la madre decide di vendere la propria auto, indispettito perché quell'auto era solito usarla lui (ebbene sì, è un uomo) decide di rimpatriare (ebbene sì, è un foresto anche lui) per prendere la suddetta automobile materna e portarla con sé in Olanda, circa 2000 km di viaggio, il tutto in un weekend. A 70 km da casa, la madre lo chiama al cellulare, e lui fa dietro front riconsegnandole la vettura. E poi, tornato nei Paesi Bassi, racconta questa storia come un episodio spassoso della sua vita (e no, non ha 6 anni come si potrebbe credere).
- Ritiene di poter far decollare una festa scegliendo come canzone ballabile "Hotel California".
- Esce in bicicletta con il vento a forza 7 per andare al porto a comprare pesce fresco, gloriandosi del proprio vigore ciclistico. Al ritorno, il vento contrario getta una nuova luce sull'origine di tale vigore ciclistico, costringendo all'abbandono della bicicletta e a un mesto ritorno a piedi, e a una giornata trascorsa a letto con i brividi.
- Avendo sulla bicicletta freni che non funzionano, e non volendo rischiare di rompere i tacchi delle proprie scarpe frenando con i piedi, decide di gettarsi a terra per fermarsi.
Questi sono solo dieci esempi... un nonnulla se si considera che in media ogni partecipante ha due-tre aneddoti meritevoli di encomio (i campioni viaggiano verso la decina) e c'erano 32 concorrenti. Ecco... chi si erge a giudice della nostra meschinità e malizia, chi vuole criticare la nostra povertà d'animo e malignità, risponda a questo: cosa farebbe al nostro posto, se avesse una simile raccolta di racconti demenziali, e tutti rigorosamente accaduti?
Avremmo potuto pubblicare una versione adulta di "Io speriamo che me la cavo", abbiam scelto di passare un paio di domeniche pomeriggio ridendo delle nostre e altrui scemenze.
Il vincitore, per ragioni di riservatezza, rimane un segreto.
Posso solo dire che fin dall'inizio avevo pronosticato grandi cose per quest'atleta.
Man mano che parlavamo il numero di episodi divertenti e al contempo desolanti che ci venivano in mente era in continua crescita, e perciò per mettere un po' d'ordine in questa antologia di umana scemenza abbiamo deciso di organizzare un torneo: il "Rinco Trophy 2011".
A sfidarsi per conquistare l'ambito titolo di Rinco Dell'Anno, 32 campioni selezionati tra i nostri conoscenti. Il tabellone era di tipo tennistico, con otto atleti teste di serie per evidenti meriti sportivi, e gli altri 24 sorteggiati per gli incontri del primo turno. Le regole semplici: per ogni sfida, i giudici avevano un limite di tempo per enumerare gli episodi più significativi e poi, al termine della discussione, decretare il vincitore.
Ora, tutto questo potrebbe sembrare estremamente meschino, arrogante e superbo da parte nostra. Pensare di potersi ergere a giudici della stupidità altrui. Probabilmente è così. A nostra difesa, posso dire che tra i 32 atleti sorteggiati c'eravamo, inevitabilmente data la nostra spiccata e comprovata autoironia, anche noi quattro. E qualcuno di noi ha meritatamente fatto strada. Ovviamente, quando uno di noi era in gara non poteva votare, e tutto si è svolto nella massima trasparenza. Se ciò non bastasse a ritirare l'accusa di meschinità, arroganza e superbia (attributi che comunque non mi sento assolutamente di negare), citare anonimamente qualche episodio dovrebbe giustificare l'assoluta necessità di un torneo del genere.
Cosa fareste se conosceste una persona che:
- Quando entra in una porta girevole deve concentrarsi per riuscire a uscirne, perché se solo si distrae chiacchierando manca l'uscita e va a sbattere contro la parete di plexiglass (episodio accaduto già due volte).
- Andando in bagno di un istituto e leggendo un cartello "Tirare la cordella rossa" la tira, facendo scattare l'allarme generale, per non aver notato la seconda riga di quel cartello che diceva "solo in caso di emergenza".
- Scambia per pioggia battente il rumore della lavastoviglie in funzione, e guarda fuori con aria preoccupata. Per tre volte. Nel giro di mezz'ora.
- Millanta d'esser persona di campagna, si lamenta pesantemente di chi compra la frutta fuori stagione, e poi si presenta con una zucca sotto braccio ad agosto e con delle prugne a fine ottobre.
- Ascoltando una battuta non ride, gliela si spiega e non ride, e mentre si sta parlando d'altro un paio di minuti dopo attacca a ridere dicendo «Adesso l'ho capita!» e non riesce più a smettere?
- Mangia il fango attaccato agli stivali di una collega perché non sa cosa vuol dire la parola "crap".
- Quando la madre decide di vendere la propria auto, indispettito perché quell'auto era solito usarla lui (ebbene sì, è un uomo) decide di rimpatriare (ebbene sì, è un foresto anche lui) per prendere la suddetta automobile materna e portarla con sé in Olanda, circa 2000 km di viaggio, il tutto in un weekend. A 70 km da casa, la madre lo chiama al cellulare, e lui fa dietro front riconsegnandole la vettura. E poi, tornato nei Paesi Bassi, racconta questa storia come un episodio spassoso della sua vita (e no, non ha 6 anni come si potrebbe credere).
- Ritiene di poter far decollare una festa scegliendo come canzone ballabile "Hotel California".
- Esce in bicicletta con il vento a forza 7 per andare al porto a comprare pesce fresco, gloriandosi del proprio vigore ciclistico. Al ritorno, il vento contrario getta una nuova luce sull'origine di tale vigore ciclistico, costringendo all'abbandono della bicicletta e a un mesto ritorno a piedi, e a una giornata trascorsa a letto con i brividi.
- Avendo sulla bicicletta freni che non funzionano, e non volendo rischiare di rompere i tacchi delle proprie scarpe frenando con i piedi, decide di gettarsi a terra per fermarsi.
Questi sono solo dieci esempi... un nonnulla se si considera che in media ogni partecipante ha due-tre aneddoti meritevoli di encomio (i campioni viaggiano verso la decina) e c'erano 32 concorrenti. Ecco... chi si erge a giudice della nostra meschinità e malizia, chi vuole criticare la nostra povertà d'animo e malignità, risponda a questo: cosa farebbe al nostro posto, se avesse una simile raccolta di racconti demenziali, e tutti rigorosamente accaduti?
Avremmo potuto pubblicare una versione adulta di "Io speriamo che me la cavo", abbiam scelto di passare un paio di domeniche pomeriggio ridendo delle nostre e altrui scemenze.
Il vincitore, per ragioni di riservatezza, rimane un segreto.
Posso solo dire che fin dall'inizio avevo pronosticato grandi cose per quest'atleta.
a coronamento, guardatevi "La Cena dei Cretini" http://www.imdb.it/title/tt0119038/
RispondiElimina...si...ogni tanto ti leggo pure io!:)
Baci da London,
Giulia
Come ogni tanto? Vuoi dire che non sei una mia assidua ed affezionata lettrice? Che smacco per il mio orgoglio di blogger! :)
RispondiEliminaCatartico.
RispondiElimina-D.