domenica 11 dicembre 2011

Heidelberg, un anno dopo (I)

Ovvero, quando Gise chiama, i fisici accorrono.
Questa verità sperimentale, dimostrata l'anno scorso con la festa di Heidelberg, ha trovato nuovo vigore nella trasferta dello scorso finesettimana. I fisici sono gente strana. Studiano come matti cose completamente scollegate dalla realtà, finiscono a lavorare in giro per il mondo, poi si ritrovano da ogni dove per festeggiare il dottorato di una di loro, certo non una qualsiasi sia chiaro, ma comunque.
Si ricrea quasi immediatamente il clima complice della gita delle scuole medie, si pontifica di ogni argomento, ci si scambia racconti surreali riguardanti le rispettive esistenze conditi da un senso dell'umorismo autoreferenziale che fa ridere solo ed esclusivamente altri fisici.
Cercherò di riassumere i fatti principali. Siccome richiede del tempo, tripartisco il racconto in modo da non essere tacciato di latenti capacità di sintesi.
Venerdì.
- La sera alle 20 partenza da Utrecht, su una Clio presa a noleggio. Viandanti: Sara, Seba ed io, diretti prima all'aeroporto di Frankfurt-Hahn e poi allo Steffis Hostel di Heidelberg.
- All'aeroporto carichiamo in macchina il Guf e Mene, che ci intrattengono con una serie di stralunati racconti della loro vita tergestina.
- Una e mezza circa: entriamo trionfalmente in città, e scarichiamo i nostri due compari all'Alte Brücke, dove incontreranno Giambo, giunto ad Heidelberg da Barcellona, e Lurpi, giuntovi da Berlino. Sara, Seba ed io, invece, andiamo in ostello, dove dopo qualche vicissitudine riusciamo ad entrare in camera e a metterci a letto.
- Nel corso di tali vicissitudini, per inciso, facciamo conoscenza con alcuni ragazzi italiani amici del moroso di Gisella, giunti in loco poiché anche lui festeggiava il conseguimento del dottorato. Se ciò non bastasse a convincere di quanto sia piccolo il mondo, aggiungo che uno di loro aveva fatto la Sissa.
- L'obiettivo di Lurpi e Mene di dormire in tenda lungo
il Philosophischer Weg fallisce, anche per mancanza della tenda. I due trascorrono dunque abusivamente la notte all'ostello, nella stanza computer. Anche se la loro permanenza notturna, in effetti, dura un paio d'ore perché poi se ne vanno timorosi di essere scoperti in flagranza di reato.
- Mene approfitta del tempo passato in ostello per risolvere esercizi di fisica teorica.


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