sabato 14 gennaio 2012

Libro del mese VII

Il libro del mese è "Big Man", di Clarence Clemons e Don Reo.
E' strano leggere l'autobiografia di una persona a cui, in un certo modo, si è voluto bene. Questa poi non è un'autobiografia canonica, ma è piuttosto una raccolta di aneddoti, racconti, ricordi, storie vere e inventate i cui protagonisti sono Clarence Clemons e la sua famiglia. Ovvero, Clarence Clemons e la E Street Band, più qualche altra comparsa. Anche se sono più di trecento pagine il libro fila via liscio, perché lo stile è quello leggero della chiacchierata tra amici, attorno al tavolo, quando la sera ci si ritrova e uno comincia «Ti ricordi quella volta che...» e da lì in poi è tutto un concatenarsi di racconti e si va avanti fino a notte fonda, finché c'è da bere.
Perciò non bisogna aspettarsi di scoprire la storia di Clarence, l'elenco degli eventi che hanno caratterizzato la sua vita: ci sono una serie di episodi, mescolati, in cui compare lui da bambino, da vecchio, da ragazzo, i primi tempi con la Band, l'incontro con Bruce, la telefonata che Springsteen gli fece nel 1989 (mentre Clarence era in compagnia di Ringo Starr, in tournee con la All Starr Band) per dirgli che aveva intenzione di sciogliere la E Street Band, la conseguente decisione di non tagliarsi mai più i capelli, una partita di biliardo (vinta) con Fidel Castro a Cuba, una conversazione surreale con Bob Dylan e tanti altri aneddoti. Quali di questi sono veri, quali sono inventati di sana pianta, quali sono solo gonfiati? Non si può sapere, e non ha importanza saperlo. Perché Clarence questo è, e questo aspetto di gioviale contaballe col piacere della compagnia mi ha ricordato molto il Triestino medio... mi spiace che non ci sarà il prossimo giugno a Trieste. Soprattutto, quello che permea il libro è l'amicizia con Bruce, la grande ammirazione per lui. Il primo fan di Bruce Springsteen era Clarence Clemons. E poi la devozione per la Band e gli altri E Streeters. La generosità con cui ha sempre dato tutto se stesso per la Band e per il pubblico. Il libro comincia, e (quasi) si conclude, con la preparazione dello show per l'intervallo del Superbowl del 2009. La E Street suonò per 12 minuti, nulla al confronto delle tre ore di concerto che ogni sera fecero per tutto il 2008 e il 2009. Però quattro mesi prima di quel concerto, Clarence si fece operare alle ginocchia per sostituirle (con cosa si sostituisce un ginocchio?), e soffriva così tanto che temeva, per la prima volta in vita sua, di non farcela per un concerto. Fino a una settimana prima, Clarence era in sedia a rotelle e gli unici passi che aveva mosso erano quelli della riabilitazione. Quando riguardate questo video, pensateci.
Non credo che un libro del genere possa piacere a un non fan. E anche per un fan rimane un libro strano, atipico. A volte fa ridere, a volte commuove, a volte fa tenerezza. A volte può dare persino fastidio, così come infastidisce chi fa troppo lo sbruffone la sera fuori in birreria. A me è piaciuto molto.

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