domenica 15 gennaio 2012

Pigrizia e montagne.

L'ultima volta che ho fatto un po' di camminate in montagna è stato nell'estate 2010. L'ultima volta che ci ho dato dentro sul serio, era l'estate 2009 con la traversata delle Alpi Friulane e poi nel parco nazionale degli Höhe Tauern, in Osttirol.
Da quando vivo a Utrecht mi sono scoperto pigro. Se non ho niente da fare, non mi cerco niente da fare, e mi ci trovo benissimo. Come possono testimoniare le vacanze a Zlarin dell'estate scorsa, che ho sostanzialmente trascorso dormendo e con gran soddisfazione. Forse ero così anche prima, a Trieste, soltanto non avevo tempo di rendermene conto perché avevo sempre qualcosa da fare: se non era studiare e andare all'università o all'osservatorio, c'erano ben gli scout a tenermi impegnato ogni venerdì, ogni sabato e due su quattro domeniche ogni mese.
Mi secca un po' questa indolenza che sembra essermi piovuta addosso, e d'altra parte starmene senza fare niente è spesso così piacevole che non sento minimamente la necessità di fare altro. Per esempio, quando sono in vacanza, è come se d'improvviso fossi stanchissimo e non volessi far altro che dormire. Tutti i giorni però. E dopo è seccante constatare che non si è fatto niente proprio quando si aveva il tempo di fare qualunque cosa! Il fatto di non avere pensieri, nemmeno dover fare la spesa o farsi la cena per dire, mi rende improvvisamente propenso al sonno. Chissà perché. Mi domando se ci sia una correlazione con il fatto che non vado in montagna a camminare da tanto tempo. Se vai in montagna elimini tutto il superfluo, ti porti solo l'indispensabile e quando lo zaino ti sega le spalle capisci che anche in quell'indispensabile c'è qualcosa di troppo. Quando elimini tutto quello che non serve, dallo zaino come dalla vita quotidiana, cammini molto meglio, molto più leggero. Con la schiena dritta.
Mi manca molto questa sensazione, e pure non sento la spinta per andarmela a cercare, perché la pigrizia è suadente, ti intorpidisce e poi scrollarsela di dosso è difficilissimo.
La prossima estate, con la E Street Band e tutto il resto, quasi certamente dovrò stare lontano ancora dai "miei monti", perciò per il momento tutto quello che ho fatto, per sentirli un po' più vicini, è stato smembrare due vecchi calendari (credo me li avesse regalati entrambi mia zia, il secondo di certo) e tappezzarmi la camera di montagne.
Per la pigrizia non so, ma per il morale, aiuta di sicuro.

1 commento:

  1. beh magari un weekend lungo riusciamo ad andarci, dai!!!
    a me dopo san vigilio è venuta tanta voglia!
    basta che non tenti di uccidermi come l'altra volta, e ci vengo volentieri :P

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