Nei giorni in cui i portatori sani di democrazia, quelli che hanno ancora ufficialmente il partito nazista, che vomitano al pensiero della separazione tra Stato e Chiesa, che attaccano l'assistenza sanitaria gratuita perché "ognuno di voi deve prendersi cura di se stesso" dimostrando la necessità di canzoni come "We take care of our own", e che in merito a diritti delle donne e degli omosessuali hanno posizioni moderate quanto Ahmadinejad, nei giorni in cui hanno la brillante idea di fare un rogo di libri (rendendo così palese che i nazisti dell'Illinois non hanno vissuto invano), e nel catalogo di cotali libri includere un Corano, e poi anche se qualcuno s'è scusato, quegli stessi della separazione Stato-Chiesa hanno ritenuto opportuno ribadire che tutto sommato la reazione dei musulmani è stata eccessiva, insomma proprio in questi giorni mi è capitato di imbattermi invece in un cortometraggio che dipinge i libri e la lettura in termini quasi esageratamente lirici. Ma forse di questi tempi ce n'è bisogno. A me è piaciuto moltissimo.
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