giovedì 29 marzo 2012

200

Siamo giunti alfine al post numero duecento di questo blog.
Nel primo, scritto ancora dall'Italia, ero un giovane di belle speranze in attesa di partire per un Paese lontano e semisconosciuto. Nel centesimo non dico quasi nulla, c'è il video della guerriglia urbana del 13 dicembre 2010 a Roma, quando il governo aveva ottenuto la fiducia comprando il voto di qualche parlamentare in vendita, mentre nei Paesi Bassi si vociferava di ridurre le spese per l'istruzione e la ricerca, ed io venivo preso per esagerato quando dicevo che gli stessi slogan usati dai governanti neerlandesi erano usati da anni e anni da quelli italiani per massacrare scuole e università. Cento post più tardi, mi ritrovo a Nijmegen perché il dipartimento di Astronomia di Utrecht è stato chiuso, e ripensare a chi mi disse «Ma va beh, queste cose succedono solo in Italia» strappa un sorriso amaro. Dal primo al cinque aprile ci sarà la conferenza commemorativa dei 370 anni di astronomia a Utrecht, e mi venga un accidente se in Italia sono riusciti a toccare l'Osservatorio, nonostante la Gelmini e tutti i suoi illustri precursori. Senza poi che nessuno dicesse niente, a parte fregare un quadro come ridicolo gesto simbolico.
Dal febbraio 2010 ad oggi sembrano passate decine d'anni, e al tempo stesso non pare cambiato nulla.
Vedremo come sarà il post numero 300, sempre che quando arriva qualcuno se ne accorga.

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