martedì 6 marzo 2012

Bestiario ferroviario: un abbecedario (I)

Nei treni neerlandesi si muove una variegata umanità. Sebbene una catalogazione completa ed esaustiva sia al di là degli scopi di questo studio, è possibile tuttavia riconoscere alcune categorie fondamentali di questa complessa fauna. Essendo un po' lungo, lo divido in due parti.

L'alternativa. Generalmente di sesso femminile, è usa abbigliarsi con accostamenti cromatici audaci, e non di rado con accoppiamenti jeans strappati-tacco a spillo o viceversa mini-calze fumé e All Star sbrindellate, il tutto abbinato a un trucco accentuato e capelli di colori marziani e taglio da parrucchiere con l'esaurimento nervoso curato col prozac.
Il belloccio. Persona di sesso maschile, con i capelli pieni di gel, e profumato abbastanza da sciogliere la colla degli adesivi alle pareti, alternativamente in giacca e cravatta o con un look più giovane e casual(e), come giacca abbinata a un maglioncino, o a una camicia rosa, a fiori, a pois purpurei o a qualunque altra fonte d'imbarazzo. Non di rado il belloccio provvede a spalmarsi di gel ulteriore durante il viaggio. Altro prodotto irrinunciabile è la brillantina a effetto capello bagnato, quella che andava di moda negli anni '80.
Il ciclista. Di entrambi i sessi. Non solo sulla maggior parte dei treni è consentito portare la bici, pagando, ma in Olanda sono molto diffuse anche biciclette pieghevoli che possono essere compattate e vengono considerate come un normale bagaglio, senza obbligo di biglietto.
Il disturbatore. Colui o colei che non può evitare di fare qualunque cosa stia facendo nella maniera più appariscente, rumorosa e indisponente possibile.
L'emo. Ambosesso, o per meglio dire forse asessuato, solitamente adolescente, solitamente con i capelli scuri o tinti di nero, gli occhi truccati, una frangia diagonale a coprire gli occhi ostacolando la visuale, magliette e pantaloni attillati di colore nero, spiccate tendenze suicide.
Il frettoloso. Ancora ambisesso, il frettoloso è sempre trafelato, salta in carrozza all'ultimo momento, rimane paonazzo per tutto il viaggio e poi è in piedi alla porta appena si intravede la città di destinazione.
Il gigante. In questo Paese sono comuni, o sono io che sono troppo basso, ma sono comunque altissimi e grossissimi e non sanno dove far stare le gambe quando stanno seduti, occupando inevitabilmente un sacco di spazio. Sconsigliato sedervisi vicino.
L'hipster. Ogni cosa che indossa, estrae, maneggia, utilizza, ripone, è l'ultimo ritrovato della moda e della tecnologia. Tira fuori nello stesso momento l'iPad, l'iPod, l'iPed, l'iPid, e il MacBookAir soltanto per il gusto di vederli in rete insieme, e per far sapere a tutti che sì, lui può.
L'immigrato. Tutti gli Olandesi hanno la macchina (gli stranieri meno) perciò sebbene viaggino molto anche in treno, tuttavia nelle carrozze capita spesso di sentir parlare inglese e di incontrare persone dalle provenienze più diverse. Trieste, tanto per fare un esempio.
Il lavoratore indefesso. Monta in carrozza con il portatile già in mano, si siede ed inizia a lavorare, solitamente su fogli Exel. Non di rado associato a manifestazioni di autismo come il dondolamento o il tic compulsivo.

1 commento:

  1. E' vero! anche io vedo spesso gente che lavora in Excel...ma cosa faranno poi di così fondamentale, da non poter smettere neppure in treno? perché, diciamocelo, niente di davvero fondamentale può essere fatto in Excel. Perchè non guardano fuori dal finestrino? Ah, giusto, dimenticavo, perché c'è l'Olanda, fuori.

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