domenica 25 marzo 2012

Primavera.

Contro il becero pessimismo di chi taccia l'Olanda di eterno grigiume, è arrivata la primavera.
Quella vera, fatta di aria traditrice che accalda al sole ma congela all'ombra, per scendere sotto i dieci gradi la sera e la mattina presto. Una bella settimana di sereno, con lunghi crepuscoli porpora in cui Giove e Venere in congiunzione brillano spavaldi come stelle giganti.
Per festeggiare il bel tempo, il vicino ha rispolverato la sua sega circolare con cui ci ha dilettato in questa altrimenti placida domenica pomeriggio, mentre io ho fatto la barba. Preso dall'entusiasmo, ho pensato persino di mettere il dopobarba, lo stesso che mi porto dietro probabilmente dai diciotto anni, visto l'uso sfrenato che ne faccio. A causa dell'imperizia non ho aperto bene la boccetta, che mi è esplosa in mano e quindi nel dopobarba ho fatto il bagno. Se fossi andato in giro per la città mi sarei integrato alla perfezione con gli sprofumazzati maschi dominanti neerlandesi. Invece sono rimasto in terrazzo, a leggere e a suonare, aspettando speranzoso che l'alcol evaporasse portandosi via l'acre profumo.

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