mercoledì 19 gennaio 2011

Saliscendi neerlandesi.


Come va la vita? Qui va avanti come sempre, con qualche alto e qualche basso e un buon numero di medii.

Ho avuto conferma che mi hanno preso a fare un intervento di 15 minuti a una conferenza in Cile e adesso sono un po' preoccupato perché non so proprio di cosa potrò parlare né cosa potrò fare quando sarò lì.
Mi sono reso conto che sono qui da quasi un anno e non ho fatto quasi niente di tangibile e questo non mi sembra molto rassicurante. Non è proprio una preoccupazione, ma diciamo un'inquietudine permanente. Dovrei parlarne con il mio capo ma non ho tanto coraggio perché non voglio che poi magari mi dica "Eh sì in effetti dovresti lavorare di più".
Un po' come quando non voglio aprire il sito della Gazzetta per non scoprire che l'Inter le ha prese.

In realtà siamo in molti a condividere quest'inquietudine, nel gioioso mondo dei dottorandi. In questa casa per esempio, della schiera degli "inquieti" facciamo orgogliosamente parte due su tre, ed anche la morosa del terzo che non sta in questa casa ma spesso viene a farci visita, quindi diciamo tre su quattro. Perciò non è il caso di angosciarsi, è un po' la condizione standard forse. Mal comune non è mezzo gaudio proprio per niente, però come sempre essere parte di un gruppo è un po' di conforto. Il gruppo di quelli che pensano di essere idioti. La compagnia non è niente male, tutto sommato.

E mentre queste turbe da giovane Werther imperversano nella mia testa (nella metafora la bella Lotte non so cosa dovrebbe essere... la scienza, suppongo, l'astronomia... boh? Dicendo "da giovane" mi è venuto in testa Werther ma adesso mica è facile trovare un senso a questa cosa, e il povero Goethe è lì che sta sacramentando nella tomba), la cruda verità è che alla fin fine la cosa più dura per me si riduce ad essere l'alzarmi dal letto la mattina con il buio pesto. Qui il sole in questi giorni sorge verso le 8.45, e anche se le giornate si allungano sono ancora molto brevi. Tra l'altro "sole" e "sorge" sono due evidenti espressioni del mio incrollabile ottimismo, essendo che (a parte domenica scorsa che di mattina era sereno) da quando sono tornato in Olanda non ho prove sperimentali che la nostra cara stella sia ancora al suo posto: per quanto mi riguarda posso solo dire che immagino sia ancora lì perché dubito che avesse altri impegni altrove. Ma da dietro le nuvole non si può sapere con certezza.
La luce diafana al pomeriggio non mi pesa tanto, non faccio tanto caso se fuori è buio o no (magari se ci fosse il sole ci farei caso eccome!). Ma quando mi sveglio fuori è palesemente notte, io penso sempre che deve sicuramente esserci un errore e che riproverò l'indomani.
Ma alla fine mi alzo sempre.


2 commenti:

  1. Sentire che lì la vita va avanti con molti "medi" mi fa venire in mente un'immagine in cui sei contornato da olandesi che ti fanno gestacci.

    Risultati tangibili o no in questo momento io mi porrei un unico obiettivo: trovare il modo per prolungare il più possibile la permanenza in Cile e tentare di giustificare escursioni a manetta come viaggi di ricerca.

    -D.

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  2. Sì l'obiettivo è quello anche per me. Se non ho risultati tangibili, non vedo perché non possa avere almeno belle foto!

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