sabato 15 gennaio 2011

Pioggia, vento e Olanda.

Questa prima settimana di Utrecht non è stata malvagia, a parte per il tempo che è stato una successione di acquazzoni senza tregua. Quando andava bene, pioveva. Quando andava male... pioveva molto di più. Ciò che mi ha un po' turbato è stato vedere l'ufficio senza alcuni colleghi: Ana, Esteban, Eveline. Sono a una conferenza, e comunque se ne andranno seguendo le loro carriere chi a giugno, chi a luglio. L'atmosfera è molto diversa, quando si è in pochi. Mi sono anche reso conto di quanto Esteban sia il collante di tutto il gruppo, con le sue continue risate e punzecchiature che stimolano sempre altre risate e contro-punzecchiature. Penso che dopo la sua partenza, sarà un po' più faticoso lavorare qui, a meno che qualcuno non occupi posto di animatore che lui lascerà vacante. Però dopo un anno mi rendo conto che i personaggi sono stati assegnati, e mi chiedo come sarà possibile riequilibrare il tutto. Vedremo.

Nel frattempo, l'Anna si è comprata una nuova bicicletta al negozio qui vicino, ed è tutta contenta. La capisco! Una buona bici qui fa tanta differenza, perché cinque chili in meno quando devi pedalare contro vento possono salvarti la vita. Il vento neerlandese ha poco da invidiare alla Bora. Magari non raggiunge la velocità dei refoli storici, ma è costante e non ti molla un attimo. E poi gira nel corso della giornata. Capita di andare a lavoro la mattina con il vento contro, e tornare a casa la sera con il vento contro. Doppio vento a favore non mi è mai capitato, che io mi ricordi. Al massimo vento a favore all'andata, ed è sempre piacevole perché si vola che è un piacere. L'Anna poi sta a Texel, che essendo un'isola quasi deserta non offre ripari e il vento è ancora più forte. E' talmente contenta che ci ha comprato uno strucapatate e stasera facciamo gli gnocchi. O forse domani a pranzo.
Io dovrei fare un po' di compiti di olandese, ed ero ben intenzionato a farli ma poi mi sono messo al computer e ormai mi sa che rimanderò a domani. Il problema è che domani potrei non trovare una buona scusa per rimandarli a dopodomani! Sono un po' refrattario a fare i compiti, forse perché ho passato troppi anni a doverli fare e adesso dovrò passarne altrettanti bigiando per riequilibrare.
Ma qualcosa imparo lo stesso: l'altro giorno, per fare il simpatico, quando un ragazzo olandese mi ha chiesto l'ora (in inglese) io gli ho risposto in olandese. Mettendoci circa due minuti per ricordarmi, ma alla fine ce l'ho fatta. Lui mi ha detto che ho una pronuncia estremamente buona, "specialmente considerando che sei Italiano". Una cosa davvero curiosa è che per dire l'ora si dicono solo numeri, perciò non è che la pronuncia sia messa veramente alla prova. Non bisogna riprodurre i misteriosi suoni ij o ui o eu o ei. Perciò dopo l'iniziale soddisfazione mi è venuto il dubbio che fosse una battuta razzista. E chi lo sa?

1 commento:

  1. Ciao Kerlo! Non Sapevo fossi un blogger pure tu!
    Ti aggiungo anche ai feed/rss!
    Mandi!

    LP

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