sabato 15 gennaio 2011

Sognare un po'.


Una delle cose che odio di stare qui è leggere o sentire le notizie dell'Italia date da giornalisti di qui. C'è un po' quel diffuso senso di misericordiosa superiorità che noi in Italia proviamo quando si parla della Tunisia, di Haiti e di Paesi simili. Ovviamente il centro dell'attenzione è sempre il nostro presidente del consiglio, e il suo recentissimo mandato di comparizione davanti al procuratore di Milano in riferimento a presunti episodi di concussione e sfruttamento della prostituzione minorile. Ho scoperto leggendo un articolo di Bruno Tinti che il mandato di comparizione è in realtà una garanzia per la persona, in quanto non è ancora stata incriminata ed ha la possibilità di spiegare al procuratore la sua versione dei fatti. Nei Paesi Bassi probabilmente questo non è noto, perciò la notizia che è stata data in sostanza è "Berlusconi forse nei guai per una prostituta minorenne". Martedì, quando si era riunita la Consulta per decidere del (l'il)legittimo impedimento, c'era stata una notizia "Berlusconi: immunità o no?"
Ecco tutto questo mi mette tristezza.
Mi mette tristezza soprattutto quando poi ascolto il discorso di Obama ai funerali di Tucson. Si possono dire tante cose di Obama: delle aspettative (altissime) che ha deluso, specie per quello che riguarda la politica estera degli Stati Uniti che in pratica non è cambiata. Si può forse dire che sia solo un abile retore, ma che poi non è in grado di mantenere le promesse che fa. Si può forse criticare la facile retorica sulla grande famiglia americana, l'eroismo di chi ha bloccato il pazzo che ha sparacchiato, le parole commosse per le vittime.
Però Obama ha una visione dell'America, utopica forse, ma bella. Che propone, e continua a proporre, affermando che gli Americani possono essere migliori. Ha detto che negli ultimi tempi il dibattito politico negli Stati Uniti era stato molto aspro, e che tutti avrebbero dovuto sforzarsi di spiegarsi meglio, e di ascoltare più attentamente quello che dicono gli altri (da noi si direbbe "abbassare i toni"). Di usare parole "per guarire" e non "per ferire". Di criticare le idee degli avversari, senza mettere in dubbio il loro amore per il Paese. Tutto questo non perché l'asprezza del dibattito abbia causato la strage di Tucson, ma perché solo un dibattito più civile e onesto consente di affrontare le sfide della Nazione in una maniera che sia degna delle persone che sono morte quel giorno. Tutti devono sforzarsi di essere migliori: vicini migliori, colleghi migliori, amici migliori. Affinché il loro Paese possa corrispondere alle aspettative dei loro figli.

Di fronte al cinismo e alla rassegnazione con cui accettiamo ogni lordura, a me piacerebbe avere qualcuno che mi venda un sogno come questo.

1 commento:

  1. Troppo pigro per argomentare, due link che non troverai mai su repubblica.it (neanche se scandagli tutta la colonna di destra).

    http://www.camilloblog.it/archivio/2008/06/21/la-rinuncia-di-obama-ai-soldi-pubblici-scandalizza-i-liberal/

    http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=53

    Certo bisognerebbe partire dallo smontare il mito kennedy, per capire obama, ma poi si andrebbe a finire a parlare di veltroni del pd e allora mi verrebbe miseria anche a me.

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