Finora ero stato a Rotterdam solo per le coincidenze del treno, per il
concerto di Bob Dylan e per assistere alla peggior selezione dei
peggiori corti della storia del peggior cinema internazionale. La scorsa
domenica, per la prima volta in quasi tre anni, ci sono andato senza
altro obiettivo che andarci.
In bicicletta. Insieme all'ideatore della spedizione e al fotografo
ufficiale dell'impresa, in altre parole Liuc e Cima. Nonostante il tempo
grigiuggioso e l'intrinseca pigrizia domenicale, mi sono accodato alle
loro ruote e via!, attraverso la piatta campagna olandese, abbiamo
macinato la sessantina di chilometri che separano Utrecht da Rotterdam.Ora, per un racconto di viaggio che si rispetti, dovrei aprire una digressione sulle circostanze che ci hanno portato in Olanda, con fugaci flashback delle nostre vite alternati al ritmico movimento dei polpacci, riflessioni filosofiche, il viaggio nello spazio geografico che trasfigura in un percorso interiore al termine del quale ciascuno di noi trova le verita` che inseguiva dalla nascita nel ronzio dei raggi che fendono l'aria umida. Grazie al cielo, non ho intenzione di profondermi in nulla di tutto cio`, specialmente perche`, di nuovo grazie al cielo, o forse grazie a noi, la nostra e` stata una allegra pedalata e basta. Con discorsi piu` o meno faceti e dissacrante cinico umorismo. En passant (e` proprio il caso di dirlo) abbiamo potuto apprezzare in successione i piu` tipici panorami locali: i sonnacchiosi paesi circostanti Utrecht, la piatta campagna, la tipica citta` neerldandese coi suoi canali, i ponti a dorso di mulo e le case di mattoni rossi (a Gouda, ma senza avvicinarci alle forme di formaggio, che` al solo odore Cima si sarebbe decomposto e incenerito), le chiuse, la squallida periferia desolata e infine i moderni palazzi rotterdamici.
Al nostro arrivo, dopo circa tre ore, siamo capitati in un grazioso localino dal nome italiano e l'atmosfera caserccia dove ci han dato da mangiare (io un panino alla bresaola! Bresaola! Qui!!) ed ho bevuto la mia prima birra Nastro Azzurro. E vuoi la pedalata, vuoi la sete, e` filata giu` cosi` liscia e leggera che mi e` proprio piaciuta. Persino il caffe` era buono. Un grande successo, ma ovviamente, essendo capitati li` assolutamente a caso, nessuno di noi sara` mai piu` capace di ritrovare il posto. E forse e` piu` bello cosi`, che rimanga un ricordo perfetto di una piacevole domenica d'ottobre.
ti sei tagliato i capelliiiiiiiiiii
RispondiEliminaFinalmente vedo il famoso Liuc
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