Questa e` una storia di fantasia che potrebbe essere vera, o forse e` una storia vera che pare inventata.
E' una di quelle storie delle quali qualcuno potrebbe pensare, che bello se fosse cosi`, qualcun altro direbbe invece, ma che sciocchezza, dei terzi si chiederebbero, ma e` qualcuno che conosco oppure sembra soltanto, alcuni dettagli indicherebbero in un verso alcuni invece l'opposto, e infine degli altri ancora rimarrebbero indifferenti, insomma e` una storia come tutte, di cui ognuno si fa l'idea che vuole.
I protagonisti di questa storia sono una stanza e un bigliettino, un post-it attaccato alla superificie inferiore di una mensola in quella stanza. Dalla nostra posizione non riusciamo a leggere cosa c'e` scritto, su quel bigliettino, per farlo dovremmo aggirare il letto e raggiungere l'angolo opposto della stanza, sveleremmo in quel caso l'arcano e sapremmo di cosa si tratta, se di un appunto del pittore riguardo al colore da usare per le pareti, una frase scherzosa, un messaggio d'amore, una pagina bianca, un famoso aforisma, un promemoria degli impegni di un giorno dopo di tanto tempo fa. Quello che sappiamo, perche` l'abbiamo davanti agli occhi, e` che in questa stanza ci sono altri manifesti, foto, cartoline affisse alle pareti, che ritraggono animali, persone, paesaggi, citta`, laghi, mari, fiori, montagne, e nel tempo questo florilegio di immagini cade e viene riattaccato in una testarda contesa tra la chimica delle colle e la fisica della gravitazione, contesa nella quale la gravitazione non ha che da attendere sorniona che accada cio` che deve, presto o tardi. L'unico oggetto che appare immune a tale sfida e` il bigliettino, che diremmo a questo punto misterioso, sia per il suo contenuto sia per le sue virtu` adesive. Immune alle correnti d'aria, alle operazioni di pulizia, persino allo scorrere del tempo, con grave disappunto della gravita` che pero`, paziente, continua ad aspettare certa della vittoria finale.
Sopraffatti dalla curiosita` verrebbe quasi da avvicinarci per svelare il segreto celato in quel bigliettino, ma poi no, preferiamo credere che esso sia messaggero e sentinella, che in questa stanza qualunque passeranno giorni, pulizie, amici, amanti, uomini o donne che` niente sappiamo di chi la occupa e delle sue inclinazioni, immagini e manifesti saranno affissi e rimossi, ma il bigliettino rimarra`, ferocemente e tenacemente fedele alla sua funzione, sorretto dal sentimento che l'ha ispirato, sia esso amore, odio, preoccupazione o scherno, concedetecelo sebbene non sia propriamente un sentimento, potremmo allora dire desiderio di scherno. Ci piace credere che il messaggero non arretrera` di un passo, e la sentinella vigilera` instancabile, nel vento, nella pioggia, nella neve, fintanto che quel sentimento sia vivo, quale che sia, quali che siano gli eventi che si susseguiranno, le parole pronunciate e taciute, le azioni memorabili e quelle meschine. Verra` forse il giorno in cui non lo vedremo piu`, magari lo troveremo a terra, vinto, o forse gli dei ne avranno compassione e lo accoglieranno tra loro come molte volte fecero con i tanti eroi che oggi si inseguono nelle costellazioni celesti, ma noi lo sentiremo, quel vuoto lasciato sulla superficie inferiore della mensola, lo sentiremo nell'animo, sapendo in quell'attimo che un sentimento, quale che fosse, che aveva mosso e animato il mondo, sara` estinto. Non sappiamo se quell'attimo verra`, o se sia gia` arrivato mentre la lotta tra la chimica delle colle e la fisica della gravitazione ancora aspetta il verdetto definitivo e indipendente dai destini umani, ma no, a noi piace credere che tanto incrollabile coraggio in quel messaggero sentinella sia da premiare con un po' di fiducia, fiducia che quell'attimo non sia giunto e forse non giungera` mai.
E' una di quelle storie delle quali qualcuno potrebbe pensare, che bello se fosse cosi`, qualcun altro direbbe invece, ma che sciocchezza, dei terzi si chiederebbero, ma e` qualcuno che conosco oppure sembra soltanto, alcuni dettagli indicherebbero in un verso alcuni invece l'opposto, e infine degli altri ancora rimarrebbero indifferenti, insomma e` una storia come tutte, di cui ognuno si fa l'idea che vuole.
I protagonisti di questa storia sono una stanza e un bigliettino, un post-it attaccato alla superificie inferiore di una mensola in quella stanza. Dalla nostra posizione non riusciamo a leggere cosa c'e` scritto, su quel bigliettino, per farlo dovremmo aggirare il letto e raggiungere l'angolo opposto della stanza, sveleremmo in quel caso l'arcano e sapremmo di cosa si tratta, se di un appunto del pittore riguardo al colore da usare per le pareti, una frase scherzosa, un messaggio d'amore, una pagina bianca, un famoso aforisma, un promemoria degli impegni di un giorno dopo di tanto tempo fa. Quello che sappiamo, perche` l'abbiamo davanti agli occhi, e` che in questa stanza ci sono altri manifesti, foto, cartoline affisse alle pareti, che ritraggono animali, persone, paesaggi, citta`, laghi, mari, fiori, montagne, e nel tempo questo florilegio di immagini cade e viene riattaccato in una testarda contesa tra la chimica delle colle e la fisica della gravitazione, contesa nella quale la gravitazione non ha che da attendere sorniona che accada cio` che deve, presto o tardi. L'unico oggetto che appare immune a tale sfida e` il bigliettino, che diremmo a questo punto misterioso, sia per il suo contenuto sia per le sue virtu` adesive. Immune alle correnti d'aria, alle operazioni di pulizia, persino allo scorrere del tempo, con grave disappunto della gravita` che pero`, paziente, continua ad aspettare certa della vittoria finale.
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