sabato 8 maggio 2010

Salutate il conducente


Quando sono tornato a Utrecht, diluviava.
Perciò, pivellescamente, sono tornato a casa con l'autobus, lasciando la bici al deposito della stazione. In questi giorni ho anche avuto molto da fare,
oltre ad aver piovuto quasi sempre, perciò non ho fatto a tempo ad andare a riprenderla. Perciò sono andato avanti e indietro sugli autobus. Sugli autobus olandesi non c'è un obliteratrice automatica, si va dal conducente e gli si mostra il biglietto, o lo si compra direttamente da lui. Questo rallenta un po' le operazioni alle fermate, allungando la durata dei tragitti, ma ha anche alcuni vantaggi. Per esempio, si può salire anche senza biglietto. E quando si vede l'autobus alla fermata, si ha qualche speranza di raggiungerlo in tempo rincorrendolo, perché basta che ci siano un paio di persone che devono salire, e subito si guadagna quel minuto che basta a prenderlo al volo.

Ci sono di vari tipi di biglietti: i più comuni, sono quelli "a zona". Sono dei talloncini rettangolari, divisi in tanti rettangoli orizzontali numerati. Valgono su tutti gli autobus di tutta l'Olanda. Tu sali, dici al conducente dove devi andare, e lui timbra il numero corrispondente di "zone" che devi attraversare. Poi ci sono gli abbonamenti, e i più ganzi hanno la OV-chipkaart, che è una carta elettronica su cui è possibile caricare del credito. Ogni volta che si sale su un qualunque treno o autobus olandese, si struscia questa carta su un apposito lettore, e si fa lo stesso al momento di scendere. Dalla carta viene automaticamente scalato l'ammontare della corsa. Un sistema molto simile alla Oyster Card di Londra, solo che questo vale su tutti i mezzi pubblici di tutto il Paese.

Chi ha la OV-chipkaart si risparmia di interagire con i conducenti, che spesso sono piuttosto burberi. Mi ricordo che il mio primo incontro con uno di loro avvenne quando, lo scorso dicembre, dovendo recarmi all'università per il colloquio con il mio futuro nuovo capo, salii a bordo e baldanzoso dissi che la mia destinazione era la fermata "botanisce tuinen" (scritto Botanische Tuinen). Il conducente mi squadrò dubbioso.
Ripeto.
Lui grugnisce qualcosa e timbra il mio biglietto.
Cosa c'è che non va?

Solo in seguito ho scoperto che il dittongo "ui" in Olandese si pronuncia nello stesso modo in cui noi diciamo la lettera "e" tenendo la bocca nella posizione che useremmo per dire la "u".
Ovvero il suono che emettono i triestini domacci quando devono esclamare "elamaddonna".

Dopo che hanno timbrato il biglietto, gli autisti ti augurano buon viaggio.
Quando si scende dal bus, è buona norma guardare in direzione dell'autista e fare un cenno di saluto. Lui, o lei, di solito sono felici di ricambiare.
Saranno burberi, ma amano queste piccole cose.

4 commenti:

  1. A Venezia si chiama carta Venezia e vale per vaporetti bus del Lido e bus di terraferma. Ad ogni attraco l'ormeggiatore dice:'...tenti a e maan (attenti alle mani) perchè è capitato che tra i giri di gomena rimanessero dita di bimbi e di olandesi affaciati per ammirare ad es la Ca' d'Oro o la Salute
    :) Zmat

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  2. io voglio la Oviciipcard che vado in giro con tranquillità! ...bene che salutino! io quando entro in un locale, saluto e se non mi ricambiano il saluto esco! ...e come me anche Sole, pensa che una volta stavamo entrando in una pasticceria, entra Sole io mi attardo che chiudevo l'ombrello ... entro e zaak Sole esce ...allora la rincorro riaprendo l'ombrello ... la signora non l'aveva minimamente cacata ... ma forse esageriamo!!!! :-D

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  3. " Valgono su tutti gli autobus di tutta l'Olanda".
    Tranne a Rotterdam, mio caro.
    ne hai da imparare...in terra Neerlandese!

    una ganza con la OV-chipkaart.

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  4. Fra un po' penso che ti impedirò di postare commenti cara.
    Fai la sbruffona solo perché tu hai la OV-chipkaart mentre a me ancora non arriva!

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