lunedì 22 marzo 2010

Charleroi

Questo fine settimana, per l'esattezza dal venerdì sera alla domenica sera, l'ho passato a Charleroi (in Belgio) con Bruna, che è venuta a trovarmi. Per chiarire subito le cose, Charleroi non è una meta turistica, è soltanto l'aeroporto di Bruxelles, ed è relativamente facile da raggiungere da Treviso (e occasionalmente anche da Ronchi) grazie ai voli Ryanair. Da Utrecht io ci arrivo in treno con soli tre cambi: Utrecht-Rotterdam, Rotterdam-Anversa, Anversa-Charleroi.

Le ferrovie in Belgio e Olanda costano parecchio, in effetti, ma ci sono delle offerte estremamente favorevoli che possono essere acquistate: in pratica per la modica cifra di 55€ si può acquistare una carta speciale che consente di viaggiare (dopo le 9 di mattina, cioè al di fuori dell'orario di punta) su tutti i treni olandesi usufruendo di uno sconto del 40% sul prezzo del biglietto. Non solo, ma possono godere di questo sconto fino a tre persone che viaggiano con il possessore della carta. Con una spesa aggiuntiva di 15€ si può attivare la carta RailPLUS, che consente di viaggiare su tutti i treni internazionali con uno sconto del 25%, o qualcosa del genere. Sono parecchi soldi: per capirsi, con questo viaggio a Charleroi mi sono già abbondantemente ripagato l'investimento dei 15€.
Entrambe queste offerte valgono per un anno e poi sono rinnovabili.

Charleroi, sebbene esistano certamente luoghi peggiori (anche in Italia), è una città di raro squallore. In effetti, fatta eccezione per poche vie nel centro che sono pedonali e piacevolmente percorribili, tutti il resto mette una certa tristezza, perché tutto è terribilmente sporco. Gli edifici con i mattoni a vista sarebbero probabilmente non dico belli, ma accettabili sì, se fossero puliti. Invece sono tutti scuri e la cosa non è proprio entusiasmante. Se non ricordo male, era conosciuta come la città nera. Ciononostante, per un incredibile colpo di fortuna abbiamo trovato alloggio in un Bed & Breakfast davvero carino, un po' fuori dal centro, i cui gestori Michael e Isabelle sono stati veramente gentili con noi, offrendosi di darci passaggi in macchina fino in centro, di venirci a riprendere, preparandoci sontuose colazioni e fermandosi volentieri a scambiare quattro chiacchiere con noi. O meglio con Bruna, visto che le quattro chiacchiere erano in Francese e seppure la nonna l'abbia insegnato per non so quanti anni a scuola, l'ha insegnato ai suoi liceali e non a me. Non che io mi sia mai lacerato le vesti per protesta, si capisce.

Il tempo atmosferico è belga, come ci ha detto la padrona Isabelle. Il che significa che d'inverno nevica e il resto dell'anno piove. Eccitante. La vicinanza di Charleroi alla Francia comporta però alcuni innegabili vantaggi: si mangia decentemente, per non dire bene. Qui c'è vero pane, ottimi croissant al burro, crepes... il salato quasi non l'ho provato, ma il prosciutto era vero prosciutto, e nei ristoranti (molti a dire il vero) c'era una certa varietà di piatti di carne che forse era vera carne. Assolutamente niente di paragonabile all'Olanda. Magari un giorno scrivo della carne in Olanda, anche se è un argomento difficile. Basti dire che, a parte la pancetta della carbonara, la mia dose di proteine viene dalle uova (hanno proteine le uova, vero?).
Perciò il mio consiglio è questo. Se andate in vacanza, eviterei il Belgio a meno che non si tratti di andare a Bruges o ad Anversa, che sono davvero belle. Se siete in vacanza in Belgio, e per giunta nel sud del Belgio, andrei piuttosto a Bruxelles che per quanto bruttina è pur sempre una capitale e ha le sue belle cose da vedere. Ma se avete qualche fondato e imprescindibile motivo che vi porta a Charleroi, andate ad alloggiare a Le Bonimenteur e vi troverete davvero bene. Un po' di pubblicità gratuita, per ringraziarli a loro insaputa della loro cortesia.

6 commenti:

  1. Considerate le meraviglie della città e del clima, hanno molti ospiti nel corso dell'anno nel delizioso b&b Le Bonimenteur? O vale la pena di andare a Charleroi solo per sperimentarne l'accoglienza e le petit déjeuner?

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  2. ma Carlo.. cosi non fai grande pubblicità a Charleroi :D impegnati di piu!

    per esempio, dovresti spendere qualche parola in più sul Palace Beaux Arts praticamente IDENTICO a quello di Parigi al Trocadero.. quest'ultimo chiaramente ispirato al modello Charleroi! Il colore delle mura poi richiama in modo impressionante Rozzol Melara, dando un tocco nostalgico e poetico all'intera piazza.

    inoltre come dimenticare la stazione? in un inconsueto stile sovietico del dopoguerra, che conferisce una certa originalità nel contesto architettonico belga, ben si abbina invece con le adiacenti ciminiere delle storiche Marcinelle.

    Per non parlare dei vicoletti e delle stradine, dove con un pò di fantasia si possono rivivere i bombardamenti del 1945 tra le macerie di un cantiere e un negozio sventrato! E il cielo plumbeo offre il suo sostegno per la conseguente malinconica riflessione sul senso della vita (e del clima in Belgio).

    E vogliamo parlare della inconsueta bellezza delle donne autoctone? Dal fascino cosi incomprensibile, dal gusto cosi particolare? Dalle misure* cosi spettacolari?



    (*2x2x1 è la stima più accurata e recente.)

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  3. Mi par di capire in sintesi che Bruna valeva una visita a Charleroi! Ma mi hai fatto pensare ai numerosi minatori italiani emigrati nel dopoguerra e rimasti sepolti a Marcinelle per estrarre il carbone, rimasto ora nel colore dei mattoni. Ma chi è B?
    Zm

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  4. La tua avventura mi ricorda antichi e fugaci incontri in quel di Mestre che non si può dire sia tanto più romantica... :P

    Beh dai, almeno l'ospitalità e la buona cucina hanno avuto un senso! :D

    Franz

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  5. Ospitalità e buona cucina possono risollevare le sorti di una vacanza... e rendere perfetta una già bella. Nonostante lo squallore della città appena descritta, vi invidio un pochino.. Potrei andare a trovare Michele a Sömmerda.. chissà che non vi battiamo in quanto ad amenità. Visto il nome! :-D

    Omhelzingen en kussen!

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  6. Voglio sapere della carne olandese!!!!

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